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Sculacciato da mio fratello
Capitolo 3 – L'influenza di Dario

by Stabilo

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Copyright on this story text belongs at all times to the original author only, whether stated explicitly in the text or not. The original date of posting to the MMSA was: 15 Dec 2010


Da circa un anno e mezzo mio zio, il fratello di mio padre, si era trasferito nella stessa nostra città a circa trenta minuti con i mezzi, per cui la nostra frequentazione era diventata molto più stretta di prima. Suo figlio si chiama Dario e ha 16 anni, 4 anni meno di me. E' un bel ragazzino con i cappelli a caschetto castani chiari lisci, e di media statura, un po più basso di me ma ben fatto e magrolino.
Sono sicuro che con il carattere che si ritrova, se fosse vissuto in casa nostra, di sculacciate ne avrebbe prese in quantità, ma mio zio non aveva le stesse regole per le punizioni ed è sempre stato decisamente più tenero in confronto a mio padre e mio fratello.
Ciononostante sono sicuro del fatto che sia stato sculacciato almeno un paio di volte dal padre, perché lui stesso in un paio di occasioni raccontò di avergli fatto il sedere rosso per aver preso brutti voti a scuola.
Naturalmente ero molto curioso di sapere i dettagli della cosa, ma non osavo indagare.. Ora però che i rapporti erano diventati più stretti e intimi, ed essendo nata una certa complicità fra me e lui decisi che poteva essere il momento adatto per spingersi un po oltre e mettere il naso in quella sfera un po imbarazzante e privata delle punizioni corporali.

L'occasione per farlo capitò in periodo di vacanze dove però Dario si era ammalato di influenza che lo aveva colpito in modo abbastanza forte confinandolo a letto. Con la scusa di tenergli compagnia, anche perché in realtà mi divertivo moltissimo con lui, passavamo un sacco di tempo insieme. Per lo più con giochi perditempo classici tipo playstation. La sua casa è una piccola villetta a due piani, abbastanza elegante e confortevole, con le stanze da letto al piano superiore, cosa che ci permetteva la libertà di fare caciara durante il giorno senza disturbare i suoi, i quali erano ben contenti di avere una specie di "baby sitter" gratis. Inoltre i suoi genitori sono sempre stati alquanto indipendenti. Prendono e se ne vanno quasi senza avvertire o dire nulla... al più chiamano al cellulare per avvisare.

Decisi di introdurre l'argomento sculacciate improvvisamente, mentre stavamo giocando alla playstation, pensando che era meglio evitare di girarci tanto in tondo. Riferendomi al fatto che stava male con l'influenza sparai:

"Sai che una volta mi sono finto ammalato con la febbre, ma mio fratello se ne è accorto e mi ha fatto il culo rosso!". Sapeva benissimo che mio fratello Alex e mio padre avevano l'abitudine di sculacciarmi, e speravo che anche lui nutrisse la stessa mia curiosità per i dettagli della cosa.

"Davvero??"- disse con gli occhi sgranati.

"Si"- "In realtà volevo evitare un'interrogazione di italiano, ma dopo la cura di Alex avrei preferito l'interrogazione".

"Cazzo!". "E le da forte tuo fratello?"

"Beh si, ti assicuro che il sedere ti diventa rosso come un peperone".

"Merda, meglio non farlo incazzare Alex allora". "Anche se mi piacerebbe sapere cosa si prova durante una sculacciata".

Era quanto speravo! Era curioso. "Non dirmi che tuo papà non te le ha suonate mai". Ammutolì per qualche istante.

"Beh si... però sempre attraverso i pantaloni".

"Ah, ecco ... beh sul culo nudo è molto diverso...."

"Cazzo dev'essere imbarazzante essere tenuti sulle ginocchia con il sedere di fuori!"

"Beh certo che non è una delle migliori posizioni...."

Ebbi allora un'idea azzardata, che potrei definire a posteriori un lampo di genio. "..Facciamo così," dissi "il prossimo che perde un round di tre partite alla play ha il diritto di sculacciare l'altro a culo nudo! Vediamo se hai il coraggio!". L'ultima frase è sempre stata una formula irresistibile per lui, una sfida sufficiente a fargli commettere qualsiasi sciocchezza.

"Scegli tu il gioco" dissi con aria di sufficienza.

"OK stronzetto accetto, vediamo cosa sei capace di fare!". Scelse una versione classica di supermario.
Cominciammo a giocare. Io avevo una motivazione straordinaria per vincere. Ero assolutamente ansioso di poter sculacciare mio cugino. Al tempo stesso perdere significava venire sculacciato da un sedicenne e l'idea non mi entusiasmava troppo.

Sarà per il nervosismo, persi la prima partita. Lui sghignazzava come impazzito, sembrava fosse eccitatissimo all'idea di mettermi le mani addosso. Di certo era reciproco. Decisi di concentrarmi e vinsi la seconda... E poi anche la terza!
Appena fu chiaro che avevo vinto io il torneo gettai a terra il joystick e lo presi per un braccio.

"Hey - l'hai voluta tu adesso vedrai cosa si sente a prendere una vera sculacciata!".

"Noooo ... OK ... dai scherzavamo no!? Non vorrai farmi male davvero!?".

"Non ti farò troppo male tranquillo, però saprai cosa si prova.." risposi.

Lo tirai fuori dalle coperte del suo letto, e lo stesi direttamente a faccia in giù sulle mie ginocchia... aveva un pigiama chiaro di cotone abbastanza aderente, e per come aderiva al sedere si capiva benissimo che non si era messo le mutande. Aveva un fondoschiena bellissimo, piccolo ma muscoloso e piuttosto prominente. Mi accorsi inoltre dalla pressione sulle mie gambe che doveva avere il pisello un po duro. Una situazione ideale... non potevo sperare di meglio.
Abbassargli il pigiama era l'operazione più facile del mondo, ma ero bloccato, non ci riuscivo... appoggiai la mano sul quel sederino per sentirne la consistenza: duro e sodo come una roccia!

"Bene, adesso non piagnucolare eh!", lo avvisai. Afferrai l'elastico un po moscio del pigiama e glielo abbassai completamente fino quasi alle ginocchia. Di fronte a me si presentò uno spettacolo divino: aveva il più bel culo che avessi mai visto, anche se a dire il vero non ne avevo visti cosi tanti... due chiappe scolpite e bianche con il segno dell'abbronzatura del costume da bagno a forma di slip. Sembrava che non avesse nemmeno traccia di un solo pelo sulle natiche.

Cominciai a sculacciarlo di gusto, senza metterci troppa forza ma con regolarità alternando le due chiappe. Lui si dimenava un po, stringeva il sedere, a momenti si lamentava e a momenti ridacchiava...

"Adesso sai cosa si prova a prenderle", e per quanto si agitasse io perseveravo a colpire mirando alternativamente le due natiche "spack, spack!", "spack, spack!", prima una e poi l'altra. Il culo stava cambiando di colore con una velocità sorprendente!

"Ahi!! Ahia!! Ah!! Uhi!!" ad ogni colpo emetteva un gemito che gli impediva di parlare. Mi interruppi per un momento.

"Aihai... fa male... sento il culo che brucia!!". Ma non si muoveva né tentava di scappare. Ora sentivo che la sua erezione era decisamente aumentata, e anche la mia che pero era dolorosamente costretta nei jeans.

"E' proprio cosi che dev'essere!" confermai.

Feci per sollevarlo e lui pensò che era terminata li, invece lo riposizionai sul mio ginocchio sinistro bloccandogli le gambe con la mia gamba destra.
Sollevai un po la gamba sinistra, sollevando ed esponendo meglio quel bellissimo culetto nudo. Il punto di vista era meravigliosamente perfetto, e resterà per sempre stampato nella memoria: il suo culo era finalmente mio! Ripresi con la sculacciata. "spack, spack!", "spack, spack!" come prima, alternando i colpi ma senza fargli veramente male, almeno credo. Col braccio sinistro tenevo il suo braccio destro ripiegato e schiacciato sulla schiena e il suo petto premuto sul letto. In questo modo rimaneva bloccato e non riusciva a muoversi. Non poteva nemmeno contrarre più che tanto le natiche.

Dal mio punto di osservazione privilegiato potevo godere di uno spettacolo stupendo: due chiappe belle rosse e il solco del culetto che terminava a pochi centimetri dalle sue palle. Non riuscivo a vedergli il pisello, che pero sentivo sulla gamba, e nemmeno il buchino, che restava nascosto in un'area più scura alla base del solco. Ripresi di nuovo a sculacciarlo. "spack, spack!", "spack, spack!", per qualche minuto. Nonostante il sederino fosse già abbastanza arrossato non si lamentava più di tanto e mi sembrava evidente che la cosa gli piacesse. Dopo un po mi fermai e appoggiai la mano sul culetto. Era deliziosamente caldo e bello rosso.

"Ecco, ora sai cosa succede a sfidare qualcuno che non puoi battere! O ne vuoi ancora?". Brontolò qualcosa di incomprensibile e io presi ad accarezzargli leggermente il sedere nei punti dove lo avevo sculacciato. "Brucia eh!?"

"Caspita si che brucia... non pensavo... però non è vero e proprio dolore...! E poi il massaggino al culo aiuta..."

Dopo una simile affermazione le mie inibizioni caddero completamente e cominciai a massaggiare di gusto quel magnifico culetto rosso, prima con una mano e poi con due. Gli aprii completamente il sedere e il buco del culo apparve in tutto il suo splendore, se così si può dire...
Non pensavo che sarei mai arrivato a vedere il buco del culetto al mio cugino sedicenne, ed invece eccolo li, in primo piano: una delicata fessura leggermente oblunga circondata da un alone di pelle più scura tendente al marroncino e da una sottile peluria appena visibile che ne indicava il contorno. Mi sentivo il cuore nel petto che esplodeva. Dario doveva per forza rendersi conto che gli stavo guardando il buco, ma se ne restava li immobile con il cazzo duro senza dire nulla. Neanch'io riuscivo a dire nulla, preso da quella visione. Ora capivo cosa forse aveva sentito mio fratello quando, tempo prima, mi aveva infilato un termometro nell'ano. Massaggiai ancora per un po quelle due chiappe rosse aprendole e chiudendole ritmicamente, con il suo buchetto si chiudeva a riccio e si rilassava seguendone il ritmo. La mia eccitazione cresceva esponenzialmente.
L'ultimo di questi movimenti fu fatale. Vidi il suo sfintere anale contrarsi per poi aprirsi completamente, restando aperto come un anello delle dimensioni più o meno di una moneta. Potevo perfino intravvedere l'interno del suo culo e la parete interna del buco che pareva di una forma più irregolare e di un color rosa intenso, quasi rosso. Dario non sembrava consapevole che il suo ano era rimasto aperto in quel modo così osceno ed erotico al tempo stesso. Quella visione era troppo per me, e sborrai abbondantemente nelle mutande scuotendomi per gli spasmi.
Dario che prima se ne stava tranquillo come nulla fosse, si rese conto di qualcosa e si girò. Io ansimavo e mi sentivo rosso in faccia.

"Che ti succede stai bene?"

"Si benissimo", risposi con un mezzo sorriso. "Ho bisogno del bagno..".

Lo rialzai di peso e gli vidi il cazzo durissimo, un bell'uccello per niente piccolo. Non sembrava per niente turbato o imbarazzato per la sua nudità. Gli rialzai i pantaloni del pigiama.

"Aspettami, torno subito!!", e schizzai verso il bagno... Avevo sborrato parecchio e le mutande erano bagnate, anche se il liquido non aveva ancora attraversato i jeans. Mi tolsi pantaloni e mutande, mi ripulii velocemente e lasciai le mutande nel cesto della roba da lavare, con il proposito di recuperarle in seguito. Mi asciugai, mi rinfilai i pantaloni senza le mutande, e ritornai da Dario che intanto si era messo sotto le coperte, e mi sorrideva:

"Mi sono guardato allo specchio, certo che adesso ho proprio un bel culo rosso!!"

"Si si eccome! Fa vedere... ", si girò e gli abbassai di nuovo il pigiama scoprendo il sedere. "Uhm - si - decisamente un bel culetto rosso!".

"Vuoi fare un altro match o ti basta la lezione di oggi?", dissi aspettandomi che mi rispondesse di no.

"Certo, ma questa volta sarà il tuo culo a diventare rosso!!". Questa non me l'aspettavo proprio!! Il ragazzaccio voleva fare un'altra partita e rischiare di prendersi un'altra sculacciata...

"Se però perdo", aggiunse, "non mi farai troppo male ok?".

"D'accordo, peggio per te allora, io non mi tiro certo indietro". In quel momento il mio sguardo si posò su una scatoletta appoggiata al comodino, a cui prima non avevo fatto caso: era una scatola di supposte, che evidentemente stava usando contro l'influenza. Lampo di genio numero due:

"Se però perdi, come punizione aggiuntiva ti infilo nel sederino una di quelle supposte! Tanto ormai il tuo culo non ha più segreti! Vediamo se hai le palle!". Si fermò a pensare qualche istante con un'espressione da furbetto, come per valutare l'entità della sfida...

"... D'accordo, tanto perderai tu questa volta."

In effetti le possibilità di perdere erano più che fondate... invece ...vinsi di nuovo! Ce l'aveva messa tutta per vincere, cosa che dimostrava la voglia di darmele. E io invece mi pregustavo già la seconda parte del programma.
Senza tanti preamboli levai di mezzo le coperte e tenendolo di schiena gli sollevai le gambe. Non si aspettava che questa volta lo avrei sculacciato in una posizione differente, ma a giudicare dalla sua faccia mi sembrava positivamente sorpreso. Questa volta gli sfilai completamente i pantaloni del pigiama lasciandolo seminudo. E ricominciai a sculacciargli il culetto già rosso. Gli tenevo le gambe piegate verso il petto fino a sollevargli un po la schiena, e di potevo vedere da vicino le sue palle rotonde e di nuovo quel meraviglioso buchetto, questa volta mentre lo sculacciavo. Avevo appena avuto un orgasmo pochi minuti prima ma il mio cazzo era di nuovo duro come una mazza da baseball puntando all'ombelico.

"Spack, spack!", "spack, spack!", "spack, spack!", "spack, spack!", continuavo a sculacciarlo... non avevo il coraggio di guardarlo in faccia, ma con la coda dell'occhio mi sembrava che se ne stesse con gli occhi chiusi e una leggera smorfia di dolore, mentre i suoi "Ahi, ahia!" seguivano il ritmo delle sculacciate che gli davo. Ogni tanto gli sollevavo e distendevo in alto le gambe, permettendogli di stringere le natiche. Dopo un paio di minuti aveva davvero il culetto completamente rosso, e mi fermai. Stavo sudando per lo sforzo e l'eccitazione, e anche lui, forse per la tensione nervosa.

"Ecco, ora si che puoi dire di aver preso una vera sculacciata!! Ora sai cosa si prova...".

"Ahhi..... si, che male.... ora capisco... se tuo fratello ti ha sempre sculacciato in questo modo...." disse girandosi per nascondere il cazzo duro.

Si massaggiava il sedere a pancia in giù, ed io seduto sul letto al suo fianco godendomi il risultato del mio lavoro.... che quasi mi dimenticavo la seconda parte del programma! Afferrai la scatola delle supposte e ne scartai una.

"Non abbiamo finito con la punizione... lo sai vero? .... Questa adesso deve finire in un sederino!" dissi ironicamente mostrandogli la supposta biancastra che tenevo fra le dita della mano destra. In quel momento non pensavo minimamente all'aspetto medico della cosa... e se l'avesse già presa da poco? Per fortuna che ogni caso non sarebbe successo nulla di male...

"Forza, alza il culo!! Sollevati sulle ginocchia!" dissi con tono fermo. Ubbidì senza fare una piega mettendosi nella classica posizione a 4 zampe, o "a pecora" che dir si voglia.

Riecco apparire il delizioso orifizio in mezzo a quelle due piccole chiappe rossissime separate da un solco più chiaro, dove evidentemente le sculacciate non erano arrivate. E riecco il mio cuore battere a mille. Ora era chiaro cosa desideravo veramente: possedere quel culetto, il suo buco, giocarci, sentire che ne potevo disporre a piacimento, guardarglielo, toccarglielo e magari entrarci!! Gli aprii le natiche con decisione esponendo completamente il suo ano. Rispose con un mugolio. Tenevo la supposta nella mano destra e non avrei potuto infilargliela e contemporaneamente tenergli il culo aperto... mi venne un'idea...

"Appoggia la testa sul letto e inarca bene la schiena! Così... e spingi in fuori il sedere!" ordinai... e di nuovo obbedì.

Ora non c'era bisogno di allargare ulteriormente nulla... il suo delicato e roseo ano era li, indifeso, come ansioso a riceve la sua medicina. Il panorama che Dario mi offriva era perfetto: cazzo, coglioni e buco di culo allineati in verticale a dieci centimetri dalla mia faccia! Volevo che la cosa durasse il più possibile, sperando solo che non mi venisse un infarto. Anche lui era evidentemente eccitato e lo si poteva vedere bene dai movimenti del suo uccello, a cui corrispondevano ritmiche contrazioni del suo ano. Io facevo finta di trafficare con la scatola delle supposte mentre mi godevo lo spettacolino gentilmente offerto da