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Il mio primo lavoro

by Spankonitaly

Copyright on this story text belongs at all times to the original author only, whether stated explicitly in the text or not. The original date of posting to the MMSA was: 01 Oct 2011


Carissimi, oggi voglio raccontarvi di quella volta che ottenni il mio primo impiego in regola.
Mi chiamo Emanuele sono una ragazzo piacente, di corporatura normale tendente al muscoloso, ho la carnagione abbastanza scura e mi piace prendermi cura di me. Ho i capelli castani scuri e alle volte faccio un codino alla Guybrush Treepwood, piaccio parecchio alle donne e faccio molta simpatia anche ai maschietti, ma sinceramente prediligo gli uomini un po' più maturi. Non ho particolari problemi di timidezza, anzi tendo ad essere piuttosto spavaldo e l'unico difetto che mi si può additare, oltre alla assoluta mancanza di modestia, è l'altezza, non sono particolarmente alto, dal basso del mio metro e settanta alle volte mi trovo un po' in imbarazzo, specialmente quando la mia dolce metà del momento è più alta di me.
Ma torniamo al nostro racconto.
Ho sempre lavorato da quando avevo 16 anni ma il primo contratto serio e regolare lo ottenni nell'estate del mio venticinquesimo compleanno, ero fresco di laurea (fresco si fa per dire erano passati già diversi mesi) e carico di energia. Volevo mettermi in gioco nel mio ambito, avendo lottato con le unghie e con i denti per ottenere il mio meritassimo centodieci e lode in giurisprudenza inviavo la mia candidatura a qualsiasi studio legale, tribunale e vari della mia regione e di quelle limitrofe. Inutile dire che i primi due mesi quasi nessuno si fece vivo, poi un bel giorno di punto in bianco mi ritrovai ad avere non uno ma ben cinque colloqui nel giro di dieci giorni. Che dire, ero al settimo cielo sentivo in cuor mio che almeno uno di questi sarebbe andato a gonfie vele. Il primissimo colloquio fu con un minuscolo studio legale di provincia, non mi convinceva particolarmente ma da qualche parte dovevo pure iniziare no? Sfortunatamente cercavano personale con diversi anni di esperienza e quindi, dopo essermi domandato che mi avevano chiamato a fare, me ne andai un po' amareggiato. Non sono soggetto a crisi depressive o altro ma sinceramente notare che non si erano presi neppure la briga di leggere il mio curriculum mi aveva mandato il morale un po' sotto i piedi. Passai un paio di giorni un po' fiacchi e poi mi ripresi. Il secondo colloquio era a 150 Km da casa mia, presi il treno ad un orario assurdo della notte per essere sicuro di trovare il posto in orario, arrivato poi a Torino scoprii che orientarsi per la città non era semplice come avevo immaginato, nonostante questo dopo un paio di prove ed errori arrivai all'appuntamento in orario. L'ambiente era giovane e cordiale, mi piaceva molto il loro modo di porsi fin troppo informale. Sarebbe stato assolutamente perfetto se non fosse stata per la paga. Un misero rimborso di 100 euro mensili per 40 ore settimanali. Ora io di certo non faccio il prezioso ma spendermi 200 euro di abbonamento del treno per prenderne 100 mi sembrava un po' scemo. Ringraziai comunque calorosamente ma rifiutai l'offerta. Il mio morale oscillava tra la speranza e lo sconforto. Tralasciamo i due colloqui che ci separano a quello che si rivelò fatale.
Era estate faceva un caldo disumano ma come da copione io misi la mia migliore camicia bianca, e pregando di non lasciare una enorme chiazza di sudore sotto le ascelle, mi diressi con i miei pantaloni del completo buono a fare il colloquio. Non era la mia ultima possibilità dal momento che la settimana dopo avrei avuto un altro colloquio con uno degli studi contattati in precedenza, ma dentro di me sentivo che quella sarebbe stata la volta buona. Me lo sentivo dentro, non chiusi occhio tutta la notte, alle cinque del mattino stavo già saltellando in giro per casa pensando a quanto sarebbe stato figo lavorare li dentro. Dopo avere preparato tutti i vari documenti mi avviai alla sede. Era un maestoso palazzo rinascimentale, il nome sul citofono sembrava placcato d'oro e l'ingresso era più grande di tutta casa mia. Entrato nello studio mi accolse una gentilissima receptionist che mi invitò ad attendere in una saletta li' vicina che venisse il mio turno. Immaginate la mia faccia nel momento in cui entrato nella saletta invece di vedermi davanti magari un candidato ne vidi 15! Diciamo che tutte le belle immagini nella mia testa andarono brillantemente a farsi benedire. 15 candidati di età media compresa tra i trenta e i quarantanni, io li' neo laurato con i miei 25 anni e nessuna esperienza nell'ambito che speranza avevo?! Non mi cadde il mondo addosso ma ci mancò davvero poco! Mi girarono parecchio gli attributi perché come già scritto sopra questo dimostrava che non si degnavano neppure di leggerli i curriculum; il giorno prima la segretaria dello studio mi aveva contattato dicendomi che cercavano con urgenza una persona per un contratto di tre mesi, se cercavano uno con esperienza che cavolo mi avevano chiamato a fare?!?!
Tralasciando ora i miei pensieri mi accomodai sulle comode sedie della saletta e cercai di carpire qualche informazioni dai presenti in sala, la situazione non fece che peggiorare, in pratica tutti avevano almeno 5 anni di esperienza. Decisi allora che se non potevo puntare sulla bravura l'avrei buttata sulla simpatia, magari con un po' di fortuna a fare le selezioni c'era una ragazza. Ovviamente anche questa volta mi sbagliai.
Ogni venti minuti circa un ragazzino biondo sbucava dalla porta e chiamava un nome dell'elenco scusandosi con i presenti per il ritardo. Io vedendo il ragazzo pensai che se era lui a fare i colloqui forse forse qualche speranza c'era, era giovane e palesemente senza esperienza, insomma puntando al principio "aiutiamoci tra di noi" il mio morale si risollevò. Di tanto in tanto entrava per fare delle fotocopie e io non perdevo occasione di attaccare bottone, insomma ero pronto a giocarmi qualsiasi carta per essere assunto. Passarono circa 2 ore prima che venne il mio turno e nel frattempo avevo già parlato abbastanza con il ragazzo delle selezioni da essermi garantito la sua simpatia. Ovviamente per non farla troppo sporca parlavo anche con tutti gli altri presenti, della serie tanto cosa ho io da perdere? Vedere le facce di chi usciva dalla stanza dove si tenevano i colloqui non era molto di aiuto, alcuni uscivano con dei sorrisi da 1888 denti, altri sembravano sul punto di piangere, altri ancora erano incazzati neri, insomma ci fosse stato un sociologo in sala avrebbe avuto da divertirsi con tutti questi casi umani!!
Arrivò finalmente il mio turno, i rimanenti mi augurarono un poco sentito in bocca al lupo e io seguii il ragazzino biondo. Arrivati alla porta della sala dove si teneva il colloquio la mia ultima speranza venne a crollare. Dall'altra parte della scrivania un bellissimo uomo sulla quarantina stava seduto e mi guardava con freddezza. Il ragazzino biondo si sedette vicino al signore e dopo avere fatto le presentazioni di rito disse che il dottor Alessandro Rossi era l'incaricato alla selezione del personale. Ostentando un sorriso fintissimo mi sedetti.
Mi presentai, parlai della mia inesistente esperienza, parlai della mia tesi di laurea e stranamente il signore mi sembra molto interessato. Sorrideva un sacco a quello che dicevo e mi assecondava spesso. Il mio cervello nei brevi momenti di lucidità in cui non stava inventando una marea di cazzate per fare bella figura mi diceva: " questo o ti da ragione come agli scemi o gli vai a genio". Sperando nella seconda opzione continuai brillantemente il colloquio, giunti alla fine ci stringemmo la mano e via. Mi spiegò che al momento non c'erano posizioni scoperte e che avevano fatto questi colloqui conoscitivi per sapere chi inserire nel loro periodo di ferie. Le mie palle prima girarono a trecentosessanta gradi e poi caddero al suolo. Ovviamente questo fu ben celato da un sorriso sempre più falso e da dei ringraziamenti ancora più falsi, dopo questa bella performance uscii salutando la segretaria. Uscito dal palazzo notai che nonostante il notevole giramento di coglioni e praticamente l'assoluta certezza di non essere io il fortunato candidato stavo bene. Anzi mi trovai a ripensare ad Alessandro Rossi, cavoli era proprio un figo! Ho tralasciato erroneamente di dirlo prima ma nel momento in cui gli strinsi la mano all'inizio pensai che era veramente un uomo bellissimo e che non mi sarebbe proprio dispiaciuto lavorare per lui. Anzi se mi avesse chiesto di diventare il suo galoppino non avrei atteso neppure mezzo secondo. Certo fare l'assistente personale di un avvocato non è esattamente come fare l'avvocato ma diamine lui era fottutamente bello! Capelli neri corvini gli contornavano in viso, pelle bianchissima un sorriso meraviglioso e degli occhi marroni che ti entravano nell'anima. Il tutto accompagnato da una maestosa figura possente di un altezza imprecisata che di certo superava il mio metro e settanta di almeno quindici venti centimetri, delle belle mani curate con delle unghie pulitissime, insomma mi sarei fatto fare di tutto da quell'uomo. Tornai a casa un po' imbambolato, chiamai amici e parenti per dirgli che non me la sentivo molto bene ed ovviamente non feci alcun riferimento al bellissimo avvocato che faceva le selezioni. Anzi lo presi per il culo per ore ed ore, con i miei amici lo soprannominammo Xena il principe del foro ed immaginando scene assolutamente ridicole passammo la giornata a demonizzarlo. Mi piaceva un sacco parlarne e non sembrava neppure strano dal momento che lo stavamo prendendo per i fondelli alla grande. In fondo chi si immaginava mai che lo avrei rivisto?!
La sera stessa uscii con gli amici e andammo a bere, avevo voglia di ubriacarmi e non pensare a niente, eppure il volto di Alessandro mi perseguitava e le chiacchiere del pomeriggio di certo non avevano fatto si che la mia immaginazione si fermasse, anzi! Immaginavo scene assurde con Alessandro il conquistatore che faceva numeri da circo in quella sala. Immaginavo relazioni assurde tra il ragazzetto biondo ed Alessandro. Insomma la mia fantasia andò a briglie sciolte per tutta la sera.
Il giorno dopo mi vidi con Massimo un carissimo amico di università che era rimasto un po' indietro con gli esami e si doveva laureare dopo qualche mese. Raccontai anche a lui degli ultimi colloqui e ci ridemmo su parecchio. Poi successe qualcosa di imprevedibile.
Verso le undici e trenta mentre facevo le vasche con il mio amico il mio cellulare squillò, sul display un numero cellulare non conosciuto, risposi sbadatamente pensando fosse il solito spaccapalle che aveva sbagliato numero.
"Pronto?"
"Pronto buongiorno parlo con il signor Emanuele Bianchi?"
Aveva una voce conosciuta ma sul momento non la riconobbi "si' sono io mi dica"
"Sono il dottor Rossi, ci siamo visti ieri ricorda?"
Sticazzi se lo ricordavo!! "certamente dottore, è un piacere sentirla mi dica!" la mia voce si alzò parecchio, quasi tentassi di coprire i battiti accelerati del mio cuore.
"mi domandavo se fosse libero nel pomeriggio, gradire approfondire la sua conoscenza."
"certamente, mi dica a che ora e dove" risposi come uno scolaretto
"cosa ne dice di raggiungermi alle 17 in via del lago 15?"
non avevo la benché minima idea di dove fosse quella via ne di cosa ci fosse, immaginai ci fosse una succursale dello studio e risposi "benissimo nessun problema, ma dove resta via del lago?"
Il dottor Rossi mi diede delle istruzioni molto precise sul come giungere a quella via, e dopo esserci salutati mi vennero parecchi dubbi che comunicai immediatamente al mio amico Massimo.
"Boh, io sinceramente in sta via non sapevo ci fosse uno studio legale, pensavo ci fossero solo case" dissi.
"A me sembra che sia la zona dei ricchi! Senti io ho la macchina se vuoi ci facciamo un salto e ci leviamo subito il pensiero"
Ringraziai Massimo e ci dirigemmo alla via indicatami, seguimmo le indicazioni del avvocato e giungemmo davanti al numero 15, una maestosa villa, nessuno studio o succursale quella era palesemente l'abitazione di qualcuno!
"Oh cavoli, magari ho sentito male, proviamo a vedere un po' se nei dintorni c'è uno studio legale" dissi un po' dubbioso.
Massimo iniziò a prendermi in giro, dicendomi che come minimo quello era un pazzo che portava i giovani praticanti in casa sua e li appendeva al muro. Nonostante questo vagammo per la via per almeno 40 minuti alla ricerca di un qualsiasi ufficio. Assolutamente nulla, l'unica cosa che non era una abitazione era una farmacia. Mi vennero parecchi dubbi e mi agitai un poco poi decisi che sarei andato lo stesso all'appuntamento e se avessi visto che la situazione si metteva troppo male me la sarei data a gambe chiamando magari Massimo in soccorso. Ci mettemmo d'accordo che lui mi avrebbe telefonato alle 18 se non mi avesse sentito prima e che se non avessi risposto entro le 19 alla sua telefonata avrebbe fatto in modo di venirmi a cercare. Mi sembrava di tornare a quando avevo 13/14 anni e mi ero lanciato per la prima volta con gli appuntamenti al buio. Ridacchiando a quei ricordi trascorremmo il resto della giornata fino all'ora prefissata. Arrivai davanti alla villa in perfetto orario. Ero indeciso se suonare o aspettare dal cancello ma per fortuna non dovetti prendere una decisione dal momento che Alessandro stava rientrando proprio in quel momento con la sua auto, per la cronaca una Mercedes da urlo! Mi fece segno con il dito di seguirlo e mi incamminai dietro alla macchina all'interno del giardino della villa. Era una cosa spettacolare, io abituato al mio micro monolocale mi ritrovavo in una villa di due piani con giardino...WOW!!
L'avvocato parcheggiò dimostrando una grande dimestichezza alla guida e scendendo dalla macchina sorrise.
"Sono contento che abbia accettato il mio invito, le chiedo scusa se non è un posto consono ma allo studio oggi c'era una riunione" mi disse sorridendo.
Io per poco non mi scioglievo, quanto era sexy quando sorrideva, era un dio dell'Olimpo sceso in terra.
"Nessun problema dottore!"
"Entriamo, che con questo tempo non si può proprio respirare"
Sorrisi più per compiacerlo che per altri, io al caldo ci stavo troppo bene. Entrati nella villa mi resi conto che per arrivare ad abitare in un posto del genere io avrei dovuto lavorare e rinascere almeno altre 20 o 30 volte. Era tutto cosi' meraviglioso da non sembrare vero! Sembrava la villa di un re, e il mio sguardo tradiva un grande imbarazzo di fondo. Lo seguivo come un cagnolino ammaestrato segue il proprio padrone, mi guidò in sala mi fece accomodare su un divano e mi disse che andava a prendere qualcosa da bere. Sinceramente ero convinto che avrebbe potuto permettersi anche lo schiavetto che non solo gli portava da bene ma che gli faceva pure da appoggia-piedi. E mentre mi cullavo nel lusso della sua abitazione la mia testa iniziava a pormi degli interrogativi "perché? Cosa diavolo sta succedendo qui?" fui quasi tentati di afferrare il telefono e farmi richiamare da Massimo per tentare la fuga da quanto mi sembrava strana la situazione ma per qualche ragione che non vi so spiegare non lo feci. Alessandro ritornò da quella che penso fosse la cucina con due grandi bicchieri di whisky e me ne porse uno.
Ora devo premettere che io bevo praticamente solo birra perché anche sono il vino lo reggo poco e finisco con lo stare veramente male, ma voi cosa fareste se una persona che potrebbe diventare il vostro superiore e per lo più vi piace vi passasse da bere qualcosa che non vi piace? Non so cosa rispondereste voi ma io di certo ho bevuto quello che mi ha dato!
"Bene, bene ora che ci siamo accomodati per bene, lei sa perché si trova qui oggi?"
"Sinceramente non saprei" dissi fissandomi improvvisamente i piedi per l'imbarazzo
Ridacchiò un po' e poi continuò "mi sa che lei è finito nella tana del lupo" e continuò a ridere più compiaciuto, al che notando il mio volto farsi un po' spaventato aggiunse "non si preoccupi uscirà da questa casa cosi' come vi è entrato ma molto più felice".
Io rimasi zitto, sinceramente non sapevo cosa dire, lo guardavo e notavo qualcosa di diverso dal giorno prima, non era la persona bonaria del giorno precedente era una persona calcolatrice che mi trovavo dinanzi.
"Veniamo subito al dunque, Stefano (il ragazzino biondo del giorno prima) mi ha seriamente deluso negli ultimi tempi e stavo pensando di rimpiazzarlo. Ovviamente oltre a fare da mio assistente personale vedrò anche di farle svolgere il praticantato presso il mio studio. Non mi deve rispondere subito ci pensi. Potrebbe avere tutto questo (ed indicò la sala